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02 dicembre 2024
Come il Ring mi ha cambiato la vita
I volti della Dual Career
Sa dove vuole andare Paul Amefiam, come un uppercut preciso. La sua vita ha dentro i muscoli di un peso massimo che la boxe l’ha incontrata tardi, solo 7 anni fa, ma già da un pezzo ne è diventato professionista. Ma pure la determinazione di chi, dopo le sudate sul ring, si butta a studiare per costruire il suo futuro. In Cattolica frequenta Scienze bancarie, finanziarie e assicurative, e si dà un gran da fare, con la costanza che serve quando, in tutto ciò, hai anche bisogno di lavorare, nell’azienda per cui opera da quando, in terza liceo, ha svolto un’alternanza scuola-lavoro.
Una vita così può stare in piedi se ci sono grandi fondamenti. Spiega il pugile: «Il mio lavoro mi permette di pagarmi gli studi e di vivere, mentre lo studio, come il pugilato, sono una passione. Mi piace approfondire, ricercare, vorrei crescere a livello lavorativo e personale. Per questo ho intravisto nell’università una possibilità di crescita». Come passano le giornate con tanti impegni cui far fronte? «Nella mia routine c’è tanta organizzazione, tanto focus mentale, ma ne vale la pena. Se non riesco ad allenarmi non riesco a studiare. La mia giornata è semplice: lavoro, vado in palestra, uscito dalla palestra studio e vado a dormire». E ride, dicendo ciò.
Strana la sua storia con la boxe. Paul ci è arrivato che non era più un ragazzino: «Ho deciso di fare questo sport perché lo faceva un mio amico e mi ha trasmesso questa passione. Un giorno sono andato in palestra con lui e sono rimasto folgorato dal contesto. Ho iniziato per il primo anno senza frequentare assiduamente, ma l’anno successivo ho deciso di dare costanza cercando di intraprendere la carriera da pugile. Sono una persona timida, ma la boxe mi ha fatto crescere sia a livello mentale che fisico che caratteriale. Guardandomi indietro mi vedo maturato perché il pugilato mi ha presentato delle situazioni davanti da cui non potevo scappare. È stato un aiuto oltre che una passione. Ormai è il mio stile di vita».
Con la Dual Career Paul riesce a fare tutto: boxe, studio, lavoro: «vorrei lavorare nell’ambito delle scienze bancarie e delle assicurazioni e continuare a fare boxe vincendo da professionista la cintura italiana e fare gli europei, poi… chissà, sognare in grande».
Per premiare e sostenere il suo triplice percorso, nell’ambito del Programma Dual Career, Paul è stato insignito a dicembre 2023 di un premio speciale all’impegno per la carriera sportiva e universitaria, finanziato dal progetto d’Ateneo #SHAREYOURFUTURE.