08 gennaio 2024

Una carriera di corsa

 

I volti della Dual Career

Nella passione di Elisa Pastorelli per la corsa c’entra il nonno, che era maratoneta, ma pure la mamma: quando la mezzofondista studiava al liceo, lei l’ha sostenuta convincendola a non mollare lo sport, pure a fronte delle tante fatiche. 23 anni, erbese, in Università Cattolica frequenta Scienze motorie e dello sport, e oggi ha davanti le sfide più belle che la corsa può offrirle, specie quella in montagna, sua autentica vocazione: «Gli anni dell’università, per un atleta mezzofondista, coincidono spesso parallelamente con gli anni più significativi per la sua carriera sportiva: o fai il salto di qualità e vai forte, oppure no. L’aiuto offerto dall’Università Cattolica, che spesso è venuto a mancare durante le superiori, è quindi fondamentale. Mia mamma mi ha sempre difeso a spada tratta al liceo e ho terminato come potevo, ma ho faticato tanto».

E il nonno? È stato lui a convincere la mamma di Elisa a farle provare l’atletica, quando da bambina assaggiava vari sport. «Ricordo una gara in Nazionale, eravamo a Zermatt, quando ho affrontato una delle competizioni più difficili di sempre, sia per via della temperatura altissima che della distanza e dei metri di dislivello. Mio nonno ha convinto tutti a venirmi a vedere e poi me lo sono trovato in cima alla salita prima di scollinare, nel punto più faticoso della gara. Ha iniziato a corrermi dietro, mentre ero stanchissima e stavo per svenire per la mancanza di ossigeno e il dolore alle gambe - si sente il dislivello tra i 2000 e i 2600 metri! -. Il nonno ha iniziato a urlarmi dietro che mancava poco all’arrivo, e da lì non mi ha mai lasciato!».

Si capisce, quindi, perché c’è questo legame tanto stretto per la corsa e, in particolare, per la montagna. «Mi sono specializzata in questo, poi sono tornata su strada e poi su pista. A breve i miei obiettivi sono dei record personali, nelle 3000 siepi nello specifico, poi si vedrà... io nasco dalla montagna e quindi la mia voglia di tornare lì c’è!».  In futuro Elisa vorrebbe insegnare a scuola, oltre a portare l’atletica ai bambini, per questo conseguire un titolo per lei è ancor più fondamentale: «Lo sport ti aiuta a porti degli obiettivi. Il mezzofondo è una gara lunga, faticosa, che dura fino a due ore e che richiede concentrazione per dosare le nostre energie. Nello sport come nella vita la passione e la meta fanno tutto». 

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