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Largo A. Gemelli 1, 20123 Milano
28 luglio 2026
Bedon e i sogni che corrono a rotelle. Verso Laurea ed Europei
di Emmanuele Michela
Marco Bedon ha un sogno per ogni tempo. «Il primo? A luglio ci saranno gli Europei di pattinaggio a Cardano al Campo, vicino a Varese, dove ha sede la mia società. Voglio esserci e fare bene». Sarebbe un traguardo eccelso per il brianzolo, che oggi corre per la Cardano e Skating, oltre a far parte della Alessi World Team, società con cui gira Italia ed Europa per inseguire il brio che solo le rotelle sanno dare. «Voglio crescere e migliorare, sarebbe la prima volta per me in questa competizione da senior. Poi ci saranno i mondiali, sarebbe grandioso andare a medaglia».
Nato a Bellusco - in Brianza - 23 anni fa, è finito sui pattini quando ne aveva 7: «E dire che all’inizio non mi piaceva molto questo sport, poi verso i 10 anni ha iniziato ad appassionarmi. Ma non andavo forte, le gare erano traumatiche all’epoca». Nel 2015 la svolta col primo titolo nazionale giovanile, che ha dato il “la” ai successi. In Università Cattolica, Bedon studia Scienze Motorie (Scienze e tecniche del benessere e dello sport), è al primo anno di magistrale e inizia a mettere a fuoco il secondo dei suoi sogni, la laurea, traguardo cui riesce a mirare anche grazie al sostegno del programma Dual Career: «Ci alleniamo con ritmi da professionisti, tutti i giorni, a volte anche mattina e pomeriggio. È complesso organizzare gli impegni universitari, alle lezioni non sono mai andato e di fatto quando ci sono le sessioni più importanti, a giugno e luglio, ho sempre tante gare. Ma fin qui ce l’ho fatta: faccio planning ogni giorno per strutturare allenamenti e studio, incastro i tempi e ogni minuto risulta buono».
Così si può masticare anche l’idea di un domani lontano dai chiostri di Largo Gemelli. Marco qualche idea ce l’ha. «Da un lato mi piacerebbe provare a spostarmi sul ghiaccio. Per ora è per lo più una suggestione, ma dopo le Olimpiadi di Milano-Cortina è un’idea che ha iniziato ad entrarmi in testa. Certo, le gare cambiano del tutto, ci vuole un approccio più tecnico e preciso. Chissà. Dall’altro lato, ho sempre amato far ciclismo, che è una disciplina molto diffusa tra chi fa pattinaggio come forma di allenamento, poiché permette di lavorare su qualità e muscolature a noi utili, protraendo di più lo sforzo nel tempo. Diventare preparatore atletico in questo sport non sarebbe male».
Velocità e ruote, il mix è sempre quello.